Lombardia, passo avanti contro la peste suina: ridotte le zone rosse per i cacciatori
Buone notizie per i cacciatori lombardi: la Commissione europea ha approvato il declassamento di vaste aree precedentemente soggette a restrizioni per la peste suina africana. Un risultato che premia l'impegno collettivo nella gestione dell'emergenza, con un approccio integrato che ha coinvolto istituzioni, enti scientifici e il mondo venatorio. La sorveglianza costante, il controllo della fauna selvatica e il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti hanno consentito di ridurre significativamente il territorio sotto vincoli, aprendo nuove prospettive per le attività in natura.
Nella Città Metropolitana di Milano, tutti gli 82 comuni coinvolti escono dalle zone di restrizione, tornando pienamente liberi. Stesso scenario positivo in provincia di Lodi, dove i 32 comuni interessati sono stati declassati, ad eccezione di San Rocco al confine con il Piacentino, che rimane in zona di restrizione 1 per via di recenti casi nella zona vicina. Qui, la vicinanza con aree critiche impone ancora un presidio rafforzato, ma il progresso è evidente e incoraggiante per chi frequenta questi territori.
Mentre nel Milanese e nel Lodigiano si respira un'aria di normalità, la provincia di Pavia presenta un quadro più complesso, specialmente nell'Oltrepò. Su 186 comuni precedentemente coinvolti, 77 sono ora classificati come zona libera e 53 passano in restrizione 1. Rimangono però 56 comuni in zona di restrizione 2, dove il monitoraggio della selvaggina ha evidenziato le maggiori difficoltà. Per i cacciatori, questo significa continuare con la massima attenzione in queste aree, contribuendo attivamente al contenimento del virus attraverso selettività e segnalazioni tempestive.
Gli assessori regionali al Welfare e all'Agricoltura hanno sottolineato come questo traguardo rifletta la qualità del lavoro svolto sul campo, con un coordinamento territoriale che ha fatto la differenza. Per la comunità venatoria, è un segnale forte: la caccia responsabile gioca un ruolo chiave nel controllo dei cinghiali, vettori principali della malattia. Continuiamo su questa strada, con vigilance e passione, per proteggere il patrimonio faunistico e tornare presto a una piena libertà di movimento nei nostri appostamenti preferiti.
