Polonia blocca la caccia a beccaccia, folaga e altre quattro specie: un segnale per i cacciatori europei

Da inizio anno, in Polonia è scattato il divieto di caccia per cinque specie di uccelli migratori che tanto appassionano i nostri fucili: beccaccia, folaga, moretta tabaccata, moriglione e francolino di monte. Una decisione firmata dalla ministra del Clima e dell'Ambiente, Paulina Hennig-Kloska, del governo Tusk, che segna un giro di vite sulla selvaggina sensibile. Per i cacciatori polacchi e non solo, si tratta di un cambiamento epocale, con implicazioni che riecheggiano in tutta Europa dove la pressione ambientalista cresce di stagione in stagione.

Il provvedimento, entrato in vigore il 2 gennaio, toglie queste specie dall'elenco delle cacciabili, lasciando intatte opzioni come germano reale, alzavola, oca lombardella, oca selvatica, colombaccio, pernice e fagiano. Immaginate di prepararvi per una battuta autunnale e scoprire che la beccaccia, regina indiscussa delle nostre passioni venatorie, è off limits: è questo il colpo che i polacchi stanno digerendo. La mossa risponde a una tutela della biodiversità, ma solleva interrogativi tra gli appassionati: populations in calo giustificano davvero un divieto totale? In Polonia, terra di grandi migratori, la caccia alla beccaccia era un rito condiviso da generazioni, e ora tocca ripensare strategie e piani di prelievo.

Per i cacciatori italiani, questa novità polacca è un monito vivo. Mentre da noi si discute di riforme normative e si allungano le ombre su specie simili, osservare il vicino orientale ci spinge a riflettere sul futuro della caccia sostenibile. Folaga e moretta, già sotto osservazione nei nostri calendari, potrebbero seguire lo stesso destino se non si investe in gestione faunistica seria, con monitoraggi precisi e piani di conservazione che bilancino passione venatoria e salute degli habitat. Il francolino di monte, raro avvistamento per chi ama le zone impervie, sparisce dai trofei: un reminder che la natura non concede seconde chance.

Cosa significa per noi? È il momento di unirci per difendere un modello di caccia responsabile, basato su dati scientifici e non su mode ecologiste. In Polonia resta aperta la porta a molte altre specie, ma il messaggio è chiaro: adattarsi o rischiare. Appassionati, tenete d'occhio i movimenti normativi europei: la caccia evoluce, e tocca a noi guidarne il cammino con competenza e rispetto per la selvaggina che amiamo.