Riforma Caccia 157/92: In Aula a Aprile, Tra Speranze e Ritardi
La tanto attesa riforma della legge framework sulla caccia, la storica 157/92, sta per approdare in aula al Senato. Secondo il calendario dei lavori parlamentari, le commissioni Agricoltura e Ambiente termineranno l'esame entro metà aprile, aprendo la fase decisiva per un testo promosso dai capigruppo di centrodestra. Per i cacciatori, questa è una notizia che infonde ottimismo: finalmente una data precisa per discutere aggiornamenti necessari a una normativa invecchiata, che non tiene più conto dei cambiamenti climatici, della riduzione del numero di praticanti e delle nuove esigenze di gestione faunistica.
Il disegno di legge mira a modernizzare la disciplina venatoria, concedendo maggiore autonomia alle Regioni nella definizione dei calendari di prelievo, senza il preventivo parere di enti centrali. Si prevede di estendere i periodi di caccia, adattandoli alle migrazioni anticipate e alla nidificazione modificata dal riscaldamento globale, e di ampliare le specie cacciabili per bilanciare meglio l'equilibrio tra fauna selvatica e agricoltura. Importante anche il coinvolgimento di agricoltori e volontari nella gestione della selvaggina, riducendo il carico sulla polizia faunistica, e l'equiparazione delle licenze europee per favorire un turismo venatorio sostenibile. Questi interventi rispondono alla crisi del settore, con meno cacciatori attivi e danni crescenti alle colture.
Tuttavia, l'iter non è privo di ostacoli. Oltre duemila emendamenti, soprattutto dall'opposizione, rischiano di rallentare i lavori, con termini per la presentazione ancora da definire. L'esperienza recente mostra rinvii, con discussioni sospese e slittamenti persino al 2026 in alcuni scenari. Intanto, novità collegate emergono dalla legge di bilancio, che reintroduce aziende faunistico-venatorie a pagamento, regolamentate con programmi di conservazione ambientale. Questo passo, seppur parziale, segnala la volontà politica di sbloccare il sistema, garantendo biodiversità e opportunità economiche.
Per la comunità venatoria, questi sviluppi rappresentano un'opportunità cruciale. La caccia non è solo passione, ma strumento di custodia del territorio, contrasto all'abbondanza faunistica e presidio della natura. Restiamo vigili: aprile sarà il momento della verità, dove passione e pragmatismo dovranno prevalere su polemiche sterili. La riforma, se ben calibrata, potrà rivitalizzare un mondo che merita regole al passo coi tempi.
