Riforma Caccia: Bloccata in Commissione, Quali Prospettive per i Cacciatori?
La tanto attesa riforma della legge sulla caccia, che dovrebbe aggiornare la normativa del 1992, resta intrappolata nelle commissioni del Senato. Nonostante le promesse di un'accelerazione, le sedute congiunte di Agricoltura e Ambiente non hanno ancora iniziato a esaminare i oltre duemila emendamenti presentati dalle opposizioni. Questo stallo, che dura ormai da mesi, genera frustrazione tra i cacciatori, ansiosi di vedere modernizzate regole obsolete che regolano la loro passione.
Il disegno di legge, promosso dai capigruppo della maggioranza di centrodestra, mira a introdurre cambiamenti significativi: dall'ampliamento dei periodi e delle specie cacciabili alla gestione più flessibile del territorio venatorio. Un passo avanti già concretizzato è l'abolizione del divieto di lucro per le aziende faunistico-venatorie, ora trasformabili in vere imprese grazie a un emendamento inserito nella Legge di Bilancio. Questo permette alle regioni di autorizzare strutture private con finalità economiche, aprendo nuove opportunità per attività organizzate su terreni privati e rispondendo alle esigenze di una caccia più professionale e sostenibile.
Ma il percorso è irto di ostacoli. L'ostruzionismo parlamentare ha già accumulato settimane di ritardo, con rinvii che spingono l'esame degli emendamenti ben oltre febbraio. Solo un intervento deciso dell'ufficio di presidenza potrà sfoltire il mare di proposte, dichiarandone molti inammissibili o accorpandoli. I cacciatori guardano con apprensione al calendario: un'approvazione rapida in aula al Senato potrebbe arrivare in primavera, ma scenari più realistici prevedono discussioni protratte fino all'autunno, seguite da un passaggio alla Camera.
Per la comunità venatoria, questa fase di incertezza sottolinea l'urgenza di una volontà politica ferma. Con la legislatura che si chiuderà nell'ottobre 2027, c'è tempo per agire, ma divisioni interne e pressioni esterne rischiano di far slittare tutto. Appassionati e associazioni attendono mosse concrete per una riforma che equilibri tradizione, sicurezza e gestione faunistica, garantendo un futuro sereno alla pratica venatoria in Italia.
