Riforma della caccia ferma al palo: i cacciatori attendono il 2026

La tanto attesa riforma della legge quadro sulla caccia, la storica 157/92, resta bloccata nelle commissioni del Senato. Le sezioni congiunte Agricoltura e Ambiente non hanno ancora calendarizzato la votazione sui oltre duemila emendamenti presentati, accumulando settimane di rinvii che ora spingono l'iter oltre la soglia del nuovo anno. Per i cacciatori italiani, appassionati e gestori del territorio, questa paralisi procedurale significa incertezza prolungata su regole che regolano la loro passione quotidiana e la gestione faunistica del Paese.

In questo contesto di stallo, un intervento parziale è arrivato con la recente legge di bilancio, che ha modificato l'articolo 16 permettendo alle aziende faunistico-venatorie di organizzarsi in forma imprenditoriale, individuale o collettiva, soggette a tassa regionale. Questa novità colma un vuoto normativo trentennale, offrendo certezze fiscali e aprendo a modelli gestionali più sostenibili. Le concessioni dovranno includere programmi di conservazione ambientale, garantendo biodiversità e habitat, con la caccia regolata dal calendario venatorio e dai piani di abbattimento. Un passo che, per molti, rafforza la capacità di gestire ettari di territorio in modo virtuoso, senza stravolgere l'essenza della normativa.

Le associazioni venatorie, però, non nascondono divisioni: mentre alcuni vedono in questa modifica un'opportunità per modernizzare la caccia sociale e privata, altri temono derive verso riserve a pagamento con regole allentate. La discussione infuria, con richiami all'articolo 842 del Codice Civile e preoccupazioni per controlli insufficienti. Intanto, la maggioranza di centrodestra, promotrice del disegno di legge, deve trovare la volontà politica per sbloccare i lavori. Il presidente delle commissioni e i capigruppo sono chiamati a decidere: riprendere l'esame a inizio 2026 o lasciare che lo stallo si protragga ulteriormente?

Per i cacciatori, il 2026 si annuncia come un anno cruciale. Oltre alla riforma, temi come la revisione dei calendari venatori, la protezione delle specie e l'innovazione nelle pratiche di gestione saranno al centro del dibattito. Questa pausa forzata offre tempo per riflettere: la caccia italiana ha bisogno di norme aggiornate che bilancino tradizione, sostenibilità e passione. Restate sintonizzati, la stagione venatoria non si ferma e nemmeno la lotta per un futuro più chiaro.