Il Consiglio di Stato conferma lo stop anticipato

La stagione venatoria in Veneto si è conclusa con una decisione definitiva: il Consiglio di Stato ha respinto l'appello presentato dall'Anuu migratoristi, confermando l'anticipo della chiusura della caccia a canapiglia, gallinella d'acqua, germano reale e tordo sassello. La decisione, contenuta nel decreto presidenziale 246/26, chiude di fatto una controversia che ha tenuto banco tra i cacciatori e le associazioni animaliste per diverse settimane. Per queste quattro specie, la stagione si è conclusa lunedì scorso, con una chiusura anticipata rispetto alle date originariamente previste nel calendario venatorio regionale.

Le ragioni della decisione giudiziaria

La decisione del Tar del Veneto, successivamente confermata dal Consiglio di Stato, si basa su considerazioni scientifiche ritenute decisive dai giudici amministrativi. Gli studi allegati alla delibera regionale sono stati giudicati troppo datati per dimostrare adeguatamente che la migrazione prenuziale di tutte e quattro le specie iniziasse effettivamente al termine della terza decade di gennaio. Questa valutazione è risultata cruciale: senza prove sufficienti che la sovrapposizione tra la fine della stagione venatoria e l'inizio della migrazione fosse garantita, i giudici hanno ritenuto opportuno anticipare la chiusura. La decisione si allinea inoltre con il parere dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che non aveva ritenuto convincenti le motivazioni addotte dalla giunta regionale per mantenere la stagione fino al 31 gennaio.

Cosa cambia per i cacciatori

Le date di chiusura anticipata hanno interessato tre specie di uccelli acquatici e il tordo sassello. Canapiglia, gallinella d'acqua e germano reale hanno visto la loro stagione terminare al 19 gennaio anziché al 31 gennaio, mentre il tordo sassello si è fermato al 10 gennaio. Sebbene la giunta regionale avesse sottolineato lo stato di conservazione favorevole di tutte e quattro le specie, con un elevato numero di coppie nidificanti in Europa e nessuna segnalazione di confusione con specie protette, questi argomenti non hanno prevalso sulla valutazione dei rischi legati alla migrazione prenuziale.

Il proseguimento della vicenda

Nonostante il respingimento dell'appello, la questione non è completamente chiusa. La discussione collegiale del ricorso rimane in calendario per il 12 febbraio, dove potranno essere esaminate nel merito tutte le contestazioni procedurali sollevate dall'Anuu migratoristi. Tuttavia, per questa stagione venatoria, la decisione è ormai definitiva. La vicenda rappresenta un ulteriore capitolo nella complessa relazione tra la gestione venatoria regionale e i vincoli derivanti dalla normativa sulla conservazione della fauna selvatica, un equilibrio che continua a generare contenziosi tra gli enti regionali, i cacciatori e le associazioni ambientaliste.