L'Avvio della Nuova Stagione Venatoria
La stagione di caccia 2025/26 è partita il 21 settembre in gran parte delle regioni italiane, un'ora prima dell'alba, segnando l'inizio di un'annata carica di novità e tensioni. Da Liguria a Lombardia, passando per Campania e Trento, i cacciatori dilettanti si sono preparati con regolamenti speciali che promettono flessibilità, ma anche polemiche accese.
Le Principali Novità Normative
Tra le modifiche più discusse spicca la riforma della legge quadro 157/92, in esame al Senato con il DDL 779. Il provvedimento potenzia il ruolo dei cacciatori negli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) per il controllo faunistico, coinvolgendo guardie venatorie, proprietari terrieri e operatori specializzati. Si aprono le porte a nuove specie come oca selvatica, piccione e un'estensione per il cinghiale, con l'autorizzazione a dispositivi ottici e optoelettronici per la caccia selettiva.
- Facilitazione dell'uso di richiami vivi.
- Estensione delle aree cacciabili, inclusi demanio forestale e passi montani a quote più basse.
- Possibile apertura delle foreste statali e riduzione delle zone protette.
Queste innovazioni mirano a una gestione più efficace della fauna selvatica, ma sollevano interrogativi sulla sostenibilità ecologica.
Il Dibattito sulle Riserve Private
Un capitolo scottante è il ritorno delle riserve di caccia private a scopo lucrativo, chiuso dal 1978 e ora resuscitato da emendamenti di Lega e Fratelli d'Italia nella legge di bilancio 2026. Approvati in commissione, questi interventi consentono alle aziende faunistico-venatorie di organizzarsi come imprese, incentivando il turismo venatorio anche per stranieri. Critici temono un aumento della pressione sulle popolazioni selvatiche, con rischi per l'equilibrio degli ecosistemi e il patrimonio pubblico della fauna.
Restrizioni Regionali e Giudiziarie
Non mancano i contraccolpi legali: in Veneto, il TAR ha limitato la caccia in valichi montani come Monte Pizzoc, ridotto il carniere di allodola a 5 capi al giorno e sospeso il prelievo del moriglione fino a novembre. Movimenti simili si registrano altrove, con ambientalisti pronti a ricorsi contro proroghe e specie protette.
Il Futuro della Caccia Italiana
Mentre i cacciatori difendono la pratica come tradizione rurale e strumento di controllo faunistico, il dibattito infuria tra privatizzazione, tutela ambientale e modernizzazione. La stagione 2025/26 si annuncia come un banco di prova cruciale, con il Parlamento chiamato a bilanciare interessi contrapposti in un contesto di cambiamenti climatici e pressioni migratorie della fauna.
