Il Tar del Lazio dà ragione al Piano: la gestione della fauna selvatica prosegue

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato la validità complessiva del Piano Straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica, respinto i dubbi di incostituzionalità e ribadito la compatibilità con norme nazionali e comunitarie. Pur annullando alcune disposizioni specifiche, la sentenza rappresenta un via libera essenziale per i cacciatori e gli agricoltori alle prese con l'emergenza cinghiali e altri ungulati. L'impianto generale del provvedimento voluto dal Ministro dell'Agricoltura regge al vaglio giudiziario, aprendo la strada a interventi mirati contro i danni alle colture e la sicurezza stradale.

Le associazioni ambientaliste e animaliste avevano contestato parti del Piano, accusandolo di deregulation eccessiva e di violare tutele europee su specie protette. I giudici hanno però smontato queste tesi, dichiarando infondati i sospetti di illegittimità costituzionale e sottolineando che la programmazione straordinaria è pienamente legittima. Annullate solo tre misure: la deroga generalizzata a divieti su metodi di abbattimento, l'obbligo di metodi alternativi prima di interventi letali su tutte le specie (incluso il lupo) e il commissariamento automatico degli enti parco in caso di inadempienza. Rimane intatta la centralità del contenimento attivo della fauna in eccesso, cruciale per bilanciare biodiversità e attività umane.

Per i cacciatori, questa decisione è un semaforo verde: Federcaccia celebra il responso come conferma della bontà delle scelte, invitando a superare le interpretazioni allarmistiche degli animalisti. Il Piano, nato per affrontare l'invasione di cinghiali e nutrie, continua a promuovere catture e abbattimenti diffusi, anche fuori dai calendari venatori tradizionali, purché selettivi e rispettosi delle aree protette. Le Regioni sono chiamate ad adeguare i propri piani regionali, monitorati attentamente per garantire efficacia contro i conflitti fauna-uomo.

In un contesto di peste suina africana e danni agricoli crescenti, il Piano evolve: ordinanze recenti aggiornano gli obiettivi di prelievo, puntando a 416.000 cinghiali in zone indenni, con piani nazionali per cattura e smaltimento carcasse. Cacciatori e appassionati, questa è l'opportunità per intensificare il ruolo gestionale della caccia, difendendo territori e biodiversità da squilibri faunistici. Avanti con responsabilità e passione venatoria.