Caccia al Cinghiale nel Lazio: Niente Proroga, Si Chiude il 31 Gennaio

Amici cacciatori, arriva una notizia che non farà piacere a molti: la stagione venatoria al cinghiale nel Lazio termina puntualmente il 31 gennaio 2026, senza alcuna proroga. L'assessorato ha smentito con fermezza le voci circolate su una possibile estensione fino a febbraio, ribadendo il rispetto rigido del calendario regionale approvato lo scorso maggio. In un contesto di normative sempre più stringenti, questa decisione chiude un capitolo importante per le squadre di braccata e girata, lasciando i territori sotto pressione demografica del suide senza ulteriori battute organizzate.

Il disciplinare per la gestione del cinghiale, pubblicato in agosto sul Bollettino Ufficiale della Regione, fissa regole precise per la stagione 2025-2026. La caccia in braccata è consentita solo nelle zone vocate, assegnate agli Ambiti Territoriali di Caccia entro fine agosto, con estensioni ideali tra 150 e 600 ettari. Squadre iscritte devono operare in un'unica zona o distretto per l'intera stagione, rispettando i giorni consentiti – tipicamente mercoledì, sabato e domenica in molte aree. Nelle 'zone bianche' non assegnate, la pratica è permessa in forma di selezione o appostamento, ma sempre entro i limiti del calendario che parte dal 21 settembre e si arresta a fine gennaio.

Per i cacciatori laziali, questa stagione ha messo alla prova la capacità di gestione del cinghiale, specie iperdiffusa che continua a danneggiare colture e sicurezza stradale. Gli ATC hanno il compito di validare le mappe delle zone, coinvolgendo tecnici abilitati, e di organizzare rotazioni nelle aree residue. Non mancheranno opportunità di prelievo controllato in contesti specifici, come le Zone di Protezione Esterna, ma l'assenza di proroga impone una pianificazione serrata per massimizzare gli ultimi giorni. Ricordate di verificare sempre le disposizioni locali degli ATC per evitare sanzioni.

In vista della chiusura, è il momento di riflettere sul futuro della caccia al cinghiale nel Lazio. Con un disciplinare che privilegia la braccata tradizionale e limita le deroghe, le squadre devono puntare su efficienza e sicurezza. Preparate armi e cani per le battute finali, ma occhio alle norme: niente caccia fuori zona, e rispetto assoluto per l'ambiente. La stagione 2025-2026 passerà alla storia come un esercizio di disciplina venatoria, in attesa di novità per il prossimo anno.