Bruzzone sfida il governo: chiarimenti urgenti sul Regolamento Ripristino Natura
Il deputato della Lega Francesco Bruzzone ha presentato un'interrogazione parlamentare al governo Meloni per fare luce sull'attuazione del Regolamento UE 2024/1991 sul Ripristino della Natura. Entrato in vigore lo scorso agosto, questo provvedimento impone agli Stati membri di invertire la perdita di biodiversità attraverso piani nazionali obbligatori. Per i cacciatori italiani, si tratta di un tema cruciale che potrebbe ridefinire le regole della gestione faunistica e venatoria, bilanciando conservazione e tradizioni secolari.
Il Regolamento fissa obiettivi ambiziosi: entro il 2030, almeno il 30% degli ecosistem degradati terrestri e marini dovrà essere ripristinato, includendo aree agricole, forestali e urbane. L'Italia deve presentare il proprio Piano Nazionale di Ripristino entro settembre 2026, coordinato tra Ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura, con ISPRA in prima linea per la stesura tecnica. Bruzzone solleva interrogativi precisi sulla mappatura delle superfici da recuperare, sui metodi di quantificazione e sulle modalità di intervento, chiedendo come il governo intenda armonizzare questi vincoli con le esigenze del mondo venatorio e agricolo. Un passo essenziale per evitare che norme europee penalizzino chi quotidianamente presidia il territorio.
Nel contesto venatorio, il dibattito si infiamma. Federcaccia e altre associazioni sottolineano il ruolo della caccia nella gestione sostenibile della fauna, promuovendo incontri tra istituzioni, agricoltori e tecnici per integrare il ripristino ambientale con pratiche consolidate. Si parla di riforestazione con specie autoctone, recupero suoli e corridoi ecologici, riducendo pressioni antropiche senza demonizzare l'attività cinegetica. Bruzzone pone l'accento proprio su questo: come garantire che il piano non ostacoli i piani di abbattimento e la conservazione faunistica, pilastri della legge 157/92?
La risposta del governo sarà monitorata con attenzione dalla comunità dei cacciatori. In un 2026 segnato da riforme sulla biodiversità e uso del suolo, questa interrogazione rappresenta un'opportunità per chiarire il ruolo della caccia nel grande disegno del Green Deal europeo. Appassionati e addetti ai lavori attendono dettagli concreti, pronti a contribuire con la loro expertise sul campo per un equilibrio tra natura e tradizione.
