Bruzzone sfida il governo: come tutelare la caccia nel Regolamento sul Ripristino della Natura
Il deputato della Lega Francesco Bruzzone ha presentato un'interrogazione urgente al governo Meloni per chiarire l'impatto del Regolamento europeo sul Ripristino della Natura sulle attività venatorie. Entrato in vigore lo scorso agosto, questo provvedimento impone agli Stati membri di adottare Piani Nazionali di Ripristino entro settembre 2026, con l'obiettivo di restaurare ecosistemi degradati e invertire la perdita di biodiversità. Per i cacciatori, la questione è cruciale: come conciliare la gestione faunistica sostenibile con gli obblighi di tutela ambientale?
Bruzzone pone l'accento sulla necessità di una mappatura precisa delle superfici da ripristinare, chiedendo al governo di specificare le modalità di quantificazione e intervento. Il Regolamento fissa traguardi ambiziosi, come il recupero del 30% degli ecosistemi terrestri e marini entro il 2030, includendo aree agricole e forestali spesso frequentate dai praticanti la caccia. In questo contesto, le aziende faunistico-venatorie giocano un ruolo chiave, promuovendo programmi di conservazione che migliorano habitat e popolazioni selvatiche, garantendo un prelievo equilibrato secondo i calendari venatori regionali.
Le associazioni venatorie, come Federcaccia, sottolineano l'importanza di un dialogo aperto tra istituzioni, agricoltori e cacciatori per integrare la caccia nei piani di ripristino. Iniziative come gli incontri in Umbria dimostrano come la gestione del territorio possa coniugare riforestazione con specie autoctone, recupero di suoli e creazione di corridoi ecologici, riducendo la pressione antropica senza penalizzare chi contribuisce attivamente alla biodiversità. Il governo, attraverso protocolli tra MASE, MASAF e ISPRA, sta definendo linee guida nazionali che potrebbero riconoscere il valore della caccia come strumento di controllo naturale delle specie.
Per i cacciatori italiani, questa interrogazione rappresenta un'opportunità per affermare il proprio ruolo nella sostenibilità ambientale. Mentre il Piano Nazionale prende forma, con consultazioni pubbliche in arrivo, è essenziale che le voci del mondo venatorio siano ascoltate, evitando interpretazioni rigide che limitino tradizioni secolari. Bruzzone invita i ministri competenti a chiarire come bilanciare ripristino e attività cinegetiche, preservando un patrimonio naturale vivo e gestito con responsabilità.
