Toscana in allarme: Giani proroga la caccia al cinghiale contro la peste suina africana

La minaccia della peste suina africana continua a tenere alta la guardia in Toscana, con il presidente della Regione Eugenio Giani che ha firmato una nuova ordinanza per adattare le misure nazionali alla realtà locale. Questo intervento rafforza le strategie di prevenzione e controllo del virus, coinvolgendo direttamente i cacciatori nel contenimento della popolazione di cinghiali, vettori principali della malattia. Per gli appassionati di caccia, si aprono scenari di maggiore flessibilità in alcune aree, ma con regole stringenti per evitare rischi sanitari.

L'ordinanza integra le disposizioni del commissario straordinario, definendo zone di restrizione differenziate dove il prelievo del cinghiale avviene con metodi specifici. Nelle aree più critiche, come la zona Cev, la girata è consentita solo nei comuni indenni da quattro mesi, limitando l'equipaggio a un cane limiere e sei operatori. Altrove, trappole, cerca e appostamento restano prioritari, mentre la caccia tradizionale al cinghiale richiede deroghe speciali nelle zone esterne. Importante novità: la proroga della caccia al cinghiale fino al 28 febbraio nelle unità di gestione vocate e non, un'opportunità per i team venatori di contribuire attivamente all'eradicazione del rischio.

Per le altre specie, i divieti sono chiari: niente prove cinofile sul cinghiale e limitazioni a tre cacciatori e tre cani per lepre e volpe, salvo mute specializzate con brevetto. Fuori dalle zone rosse, il territorio toscano rimane aperto, eccetto il divieto di caccia singola al cinghiale a febbraio. Queste misure, calibrate sulla situazione epidemiologica, puntano a bilanciare sicurezza e attività venatoria, chiamando i cacciatori a una responsabilità maggiore nel monitoraggio e nel rispetto delle norme.

In questo contesto, la comunità venatoria toscana è chiamata a un ruolo protagonista: intensificare i prelievi controllati non solo aiuta a ridurre la densità di cinghiali, ma protegge allevamenti e biodiversità. Con barriere, sorveglianza e coordinamento tra enti, la Regione mira a circoscrivere il virus. Per i cacciatori, significa pianificare uscite con attenzione, privilegiando sicurezza e segnalazioni di carcasse sospette, per un 2026 all'insegna della caccia sostenibile.