Stagione venatoria aperta: ecco quando e come cacciare nel Lazio
La Regione Lazio ha ufficialmente approvato il calendario venatorio per la stagione 2025-2026, definendo tempi, modalità e limiti dell'attività venatoria. La stagione si estende dal 21 settembre 2025 al 31 gennaio 2026, offrendo ai cacciatori la possibilità di scegliere tre giornate settimanali tra lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. Questo quadro normativo rappresenta un equilibrio tra le esigenze dei cacciatori e la necessaria salvaguardia della biodiversità e degli habitat naturali, frutto di un confronto rigoroso con il Comitato faunistico regionale e del parere favorevole dell'Ispra.
Per quanto riguarda le singole specie, il calendario stabilisce periodi specifici di caccia. La quaglia è cacciabile dal 21 settembre al 30 ottobre, mentre la lepre europea rimane in calendario fino al 14 dicembre. Fagiano, coniglio selvatico e merlo possono essere cacciati fino al 31 dicembre, mentre beccaccia, tordi e cesena hanno una stagione più lunga, dal 1° ottobre al 31 gennaio. La starna è disponibile dal 1° ottobre al 30 novembre. Il cinghiale, specie di particolare interesse gestionale, è cacciabile dal 1° ottobre al 31 gennaio per un massimo di 53 giornate complessive. Per il moriglione è previsto un contingente massimo regionale di 834 capi, con autorizzazione rilasciata dall'ATC di competenza.
Il carniere giornaliero è fissato a 20 capi complessivi per giornata di caccia, ma sono previsti limiti specifici per singola specie, come 1 lepre, 2 beccacce e 5 starne. Nelle Zone di Protezione Speciale a gennaio la caccia è consentita solo nei giorni di giovedì e domenica, esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo. Tutti i cacciatori devono essere muniti di tesserino venatorio regionale, su cui annotare la giornata, l'ambito territoriale e le specie abbattute, da restituire entro il 31 marzo 2026.
Il nuovo calendario rafforza significativamente le misure ambientali e di sicurezza. È vietato l'utilizzo di munizioni a piombo nelle zone umide e fino a 150 metri dalle rive, mentre è obbligatoria la raccolta dei bossoli e la rimozione dei materiali dagli appostamenti temporanei. La distanza minima tra postazioni di caccia è fissata ad almeno 100 metri tra appostamenti e 200 metri per la caccia vagante in prossimità di altri cacciatori. Chi pratica la caccia al cinghiale deve indossare un giubbotto ad alta visibilità. L'addestramento dei cani da caccia è consentito dal 17 al 31 agosto 2025 senza sparo fino alle 11:00, e dal 1° al 18 settembre 2025 fino alle 19:00, con restrizioni nelle aree critiche come l'habitat dell'orso bruno marsicano nei Monti Ernici e nel Cicolano.
La gestione del cinghiale sarà oggetto di un disciplinare tecnico dedicato, con regole specifiche su zone vocate, modalità di prelievo e sicurezza. In alcune aree sensibili come l'Isola di Ponza e le zone contigue al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise saranno adottati provvedimenti specifici. Questo calendario rappresenta un tentativo della Regione di coniugare la pratica venatoria con la conservazione della fauna selvatica e la sicurezza ambientale, stabilendo un quadro normativo chiaro e articolato per la stagione 2025-2026.
